Prologo«Perché lo hai fatto?».
Mi urla in faccia, mi lancia il suo odio; la sua saliva è amara, acida; brucia .
Non capisco quello che sta accadendo; non so di cosa parla.
Un pugno, due pugni ; schiaffi, mi alzo dal letto per cercare di scappare dai suoi
colpi.
Avverto la rabbia, l'oscurità che sale , la mia anima che non riesce a reagire, che
precipita nel buio.
Un fuoco cresce dentro di me, non so perché, non so cos'è; cerco di reprimerlo, mi
alzo per cercare di rincuorarla; si alza anche lei, ci avviciniamo, ricomincia a
colpirmi sul viso, sul petto: pugni, schiaffi , le prendo le mani, mi graffia, si
allontana, si mette sul letto, si accovaccia, riparte per colpirmi , mi fa male, e non
capisco, non so perché, ma sento odio dentro; quel fuoco non riesco più a
reprimerlo...
Sangue, mobili rotti, vetri a pezzi, lei tremante, ancora sangue, la sirena della
polizia, l'ambulanza, qualcuno mi afferra, svengo, dolore alla testa... buio.
Ora sono qua era da molto tempo che lo pensavo; nessuno credeva potesse
accadere, ma io sì .
Lo avevo notato, si nascondeva in quello sguardo, nei suoi sorrisi troppo
accondiscendenti, nelle moine del bastardo che sa come affascinare la gente.
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